Google rinnega il pagerank: fare link building non serve pił?
Con il nuovo algoritmo chiamato Google Panda, i seo dicono che anche l'article-marketing sia finito
USA, lunedì 13 giugno 2011 - A seguito del nuovo algoritmo chiamato ''Google Panda'', alcuni Seo ritengono che:
- fare article-marketing non serve quasi più ed i comunicati stampa sono completamente da abbandonare
- il link building puro non solo non serve più, ma diventa addirittura dannoso
Una cosa è legata all'altra, ovviamente, in quanto la prima pratica serve a costruire un ''parco link'' all'apparenza naturale, che diventa, appunto, l'oggetto della scure di Google.
Già da molto si sostiene che il Page-Rank non sia più un criterio predominante per il posizionamento, inoltre da tempo si è appurato che i link fuori tema non portano vantaggi ai fini del posizionamento e parrebbe che con questo brevetto il page-rank perda ulteriore importanza, ma secondo me non è così. Perchè? Il fatto che non vengano più considerati a tema i siti di Comunicati/Article marketing a mio parere sta proprio a significare che vogliono ''ripulire'' questo parametro, calcolarlo con miglior cura.
La distinzione starebbe esattamente nel ''tema'' del sito e non nel suo PR. Se sono un'azienda automobilistica ed il mio comunicato viene pubblicato su un sito specializzato in automobili, siamo in tema, ma non su un sito generalista di comunicati stampa di ogni tipo. Sono distinzioni sottili, ma a mio modo di vedere importanti, la distinzione dell'ambito semantico di un sito è una pratica collaudata da tempo da parte di Google, che scavalca già per importanza il valore di page-rank.
Inoltre, come farebbe Google a sapere che un link da un sito spam o bannato non sia stato apposto volutamente dai miei concorrenti per farmi penalizzare (dilemma storico tra i Seo)?
Ma i comunicati sono strumenti tradizionali per le aziende, ''naturali'', spontanei se vogliamo, che contribuiscono pur sempre a far conoscere il proprio nome alla clientela-utenza. Allora parliamo di posizionamento naturale. Google da tempo rileva i click diretti dalla cronologia dei profili registrati o dalla toolbar, oppure dalle ricerche dirette sul nome del dominio, per lui è cosa facile, sono dati in proprio possesso di cui può disporre in maniera ''legale'' (avete cliccato su ''accetto''?) quindi gioca in casa. Gli basta conteggiare le ricerche dirette a quel sito per rilevarne l'autorevolezza assegnatagli dai navigatori stessi, riconoscendogli un trust-rank dovuto alla sua indiscussa qualità o interesse che suscita (probabilmente avrete cercato ''corriere della sera'' piuttosto che ''quotidiano di informazione online'').
L'imperativo di GG è sempre stato ''dare all'utente il risultato che si aspetta'', quindi da sempre è in corso una guerra nascosta (mica tanto) contro seo e webmaster che tentano di alterare la serp. Guerra persa in partenza, perchè uno dei due giocatori è quello che fa le regole.
Se ne deduce che non esisterebbero ''etica'' e correttezza nel lavoro del Seo proprio per definizione, dato che le regole di Google stabiliscono che se fai qualcosa per posizionarti meglio stai infrangendo il primo comandamento ''Non avrai altro dio ...'' opss... intendevo ''Progetta le tue pagine per gli utenti, non per i motori di ricerca'', che alla fine tradotto in termini significa ''Decido io cosa è lecito o meno ed anche se oggi una cosa è lecita non è detto che lo sia domani'' (leggere qui per credere http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?hl=it&answer=35769)
Sembra banale ma ci sta dicendo qual è il trucco per posizionarsi bene: non usare trucchi!
Dato che fare Seo equivale quasi sempre a fare Sem, da un punto di vista etico è corretto che i motori di ricerca scartino tutto ciò che sia ''push'', ovvero informazione manipolata, promozionale, come se fosse la pubblicità occulta su tv e giornali, ed ecco allora che, dopo gli aggregatori di feed nelle loro varie forme, finiscono sotto la mannaia di Big G anche siti contenitori di comunicati stampa ed article marketing, vanificando anche la recente tecnica dell'e-buzzing: anche se oggi gli algoritmi non riescono a distinguere con certezza una articolo spontaneo da uno ''pilotato'' è solo questione di aspettare il prossimo brevetto.
Tuttavia anche il marketing ha una propria dignità, non va sempre demonizzato, rappresenta la voce ''ufficiosa'' delle aziende, ma certo è che una serp ''sporca'' di risultati costruiti ad arte va contro il concetto stesso di ''motore di ricerca'' e credo che a Mountain View stiano cercando un equilibrio tra importanza di un sito auto-assegnata e quella riconosciuta dal pubblico. La contro prova è il fatto stesso che già oggi, i link provenienti da directory o da aggregatori non contano nulla ai fini del page-rank, mentre le directory stesse e i siti di article marketing non vengono penalizzati, ma anzi godono di buoni page-rank e posizionamento.
Quasi tutti gli esperti di posizionamento sono concordi che un link spontaneo da siti in tema abbia più valore di decine di link scambiati fini a se stessi.
In pratica, come sostengo da tempo, dal momento che in questa guerra non si arriverà mai a una conclusione, l'unica cosa sensata è scrivere bene, scrivere cose proprie, sulle quali si ha competenza, fornendo informazioni utili, interessanti, esprimendo le proprie opinioni.
A chi vuole avviare un investimento redazionale oggi il consiglio è quello di non fare affidamento sul traffico che ti portano i motori di ricerca perchè potrebbe cambiare dalla sera alla mattina, ma di insegnare qualcosa, far divertire, attirare visitatori per quello che si scrive e non perchè vi trovano ben posizionati dentro ad una serp, quella verrà dopo, automaticamente... o no?
